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Bosa

Turismo, Storia, Informazioni: Bosa, Nuoro, Sardegna

 
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L’esistenza è documentata in epoca fenicia (sec. IX a.C.) ed in età romana.

Nei dintorni si trovano numerose “domus de janas” ed il villaggio nuragico Sa Lumenera.

Le incursioni dei pirati saraceni fecero decadere la città che riprese con il passaggio dal giudicato di Logudoro ai Malaspina che la fortificarono con la costruzione del Castello (1112) sopra il colle di Serravalle.
All’inizio edificarono alcune torri, più tardi le rimpiazzarono con una sola alta e possente con l’aggiunta ad altre minori a pianta quadrata e pentagonale. All’interno una vasta piazza d’armi con la chiesetta, del quattrocento, di Nostra Signora di Regnos Altos, con notevoli affreschi.

Nel 1323, i Malaspina, si sottomisero agli Aragonesi e la città diventò sede operativa di Mariano IV, giudice d’Arborea, nella guerra antispagnola (1354-1355).
Bosa ebbe la condizione di città reale, cioè libera, ma controllata da un feudatario. Nel 1478 fu concessa la facoltà di battere moneta. Finita la dominazione spagnola, furono rilanciate le attività, tra cui quelle del corallo e della pesca, la concia delle pelli, la lavorazione dell’oro e dell’argento.

Fu abbattuta l’antica cinta muraria ampliando la città verso il mare con la costruzione del Seminario, del Palazzo Comunale, dell’acquedotto, della rete fognaria, della ferrovia verso Macomèr e lo sviluppo del turismo con il centro balneare di Bosa Marina.

Gli edifici di “Sas Conzas”, esempio di archeologia industriale, erano adibiti alla concia delle pelli. La chiesa di Sant’Antonio extra muros è del sec. XVI. La cattedrale dell’Immacolata è del sec. XV, ma ricostruita nell’ottocento, con cupolette e campanile in trachite.

Nei pressi della chiesa di Santa Croce, del cinquecento, era in funzione un ospedale. La chiesa del Carmine fu costruita nel 1779 sopra i resti della chiesa di Nostra Signora del Soccorso, del cinquecento, con accanto l’ex convento adibito a carcere. La chiesa di San Giovanni al Cimitero è del trecento. Il convento dei Cappuccini, del seicento, ha annessa la chiesa di Santa Maria degli Angeli edificata nel 1608.

La chiesa di San Pietro, ex cattedrale di Bosa, fu costruita nel 1062-1073 il corpo centrale, nel sec. XII l’abside con due campate contigue e quattro verso la facciata, il campanile e parte dei muri laterali, nell’ultimo periodo del sec. XIII il prospetto e parte di un fianco.
Interno a tre navate su pilastri rettangolari, tetto a capriate, volte a crociera, una sola abside.

L’8 settembre si svolge la Festa di Nostra Signora di Regnos Altos con una processione, con la statua della Madonna, che sale al santuario attraverso il rione “Sa Costa” con i fedeli che hanno preparato i tipici altarini (altarittos) nei quali sosta il corteo.

Nella penultima settimana di carnevale si svolge il “Carnevale di Bosa” (karrasegare) con gruppi di musicanti in maschera che vanno nelle case delle persone più in vista a cantare i mottetti (muttettos) cioè composizioni satiriche e ironiche e da cui ricevono vino e cibo.

Il martedì grasso gli uomini si vestono da donne in lutto cantando i lamenti funebri (attitiddu) ad un fantoccio (pupattola) che rappresenta il carnevale morente. Dopo il tramonto uomini con il volto annerito (gioldzi) e lenzuolo per mantello, girano con una lanterna prendendo i giro i passanti con allusioni sessuali.

La prima domenica d’agosto si svolge, a Bosa Marina, la Festa di Santa Maria del Mare con la statua della Madonna portata in processione, sopra una barca, lungo il fiume Temo fino a Bosa, con manifestazioni folcloristiche.

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