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Turismo, Storia, Informazioni: Oristano, Sardegna

Nel 1974 diventa capoluogo della quarta provincia della Sardegna.

Anticamente era nota come “Aristiane o Aristanis”, è comunque l’erede di “Thàrros”.

Nel 483, ad un concilio cartaginese, era presente il vescovo Bonifacio di Tharros. Nel 1070 era presente la popolazione con le strutture sociali. Dal sec. XII appare centro del Giudicato d’Arborea.

Nel 1175 il giudice Barisone cede ai Pisani l’Ospedale, nel 1186 il figlio Pietro cede, sempre ai pisani, la “corte” di Sollie, e nel 1192 cede ai genovesi il luogo per costruire botteghe, chiesa ed altri edifici.

Quindi l’Arborea aspirava a dominare gli altri giudicati fino alla sconfitta di Macomer del 1478. Nel periodo si fortificò con cinta muraria, torri e porte.

Il Palazzo Arcivescovile è in stile del settecento con facciata degli anni ’30, con il piano terra costruito sulle antiche carceri vescovili, identificabili (forse) nella cripta di San Bartolomeo, dove venivano sepolti i giudici d’Arborea.

Il Duomo, edificato nel 1228 per volere del giudice Mariano II e dell’arcivescovo Torchitorio, ha un campanile ottagonale in conci d’arenaria con cupola a cipolla in maioliche policrome, anche la facciata è in conci d’arenaria.
Subì un radicale rifacimento intorno al 1721. L’aula Capitolare custodisce il Tesoro del Duomo.

Nelle vicinanze si trovano il Seminario Tridentino e la chiesa della SS. Trinità. Nella chiesa di San Francesco si conserva il Crocifisso Policromo detto “Nicodemo”, scultura lignea, statua in marmo di San Basilio vescovo, un reliquiario di San Basilio del 1456, un chiostro gotico della metà del sec. XIII.

Il Palazzo De Castro, del sec. XVI, è uno dei più antichi. Nel palazzo Parpaglia ha sede l’Antiquariun Arborense con reperti archeologici provenienti da Thàrros e Sinis, di epoca neolitica, nuragica, punica e romana, ed altre notevoli opere d’arte. La Torre di Mariano II, che sorge al centro della città, ha forma rettangolare. La Porta di Mariano II (o di San Cristoforo o porta Manna) è uno dei pochi ruderi della cinta muraria costruita nel 1291, dove la parte superiore contiene una campana del 1430. Poco vicino sorge la cosiddetta “casa di Eleonora d’Arborea”.

La chiesa di Santa Chiara, costruita dopo il 1343 in conci d’arenaria, ha due monofore ed un rosone, all’interno mensole gotiche in legno, mentre l’attiguo convento delle Clarisse è prima del 1330. La torre d Portixedda è un rudere delle cinta muraria medievale a forma cilindrica. La chiesa del Carmine fu ultimata nel 1785, con interno con due cappelle per lato e altare in marmo policromo.

La domenica e martedì grasso si svolge la giostra “Sa Sartiglia” le cui origini risalgono ad una giostra militare saracena del medioevo. Giostra all’anello “sortija” da cui il nome Sartiglia. Un giovane cavaliere (Componidori) viene selezionato ed è l’attore della festa divisa in tre parti (vestizione, corteo, torneo). Alcune ragazze in costume (is Massaiedas), controllate da una donna anziana (Massaia Manna) eseguono la vestizione del cavaliere con pantaloni e stivali maschili, camicia bianca con nastri colorati, una casacca e un variopinto cappello mentre al volto viene posta una maschera con lineamenti femminili. Quindi sale a cavallo e non potrà scendere fino alla fine della festa. Gli donano un mazzo di violette (sa pippia de maju) con cui “benedire” la folla.
Il corteo si svolge con il cavaliere scortato da altri cavalieri mascherati, suonatori. Il Componidori, al galoppo, deve infilare, con la spada, il foro di una stella argentea (sa Sartiglia) appesa nella via, quindi anche gli altri cavalieri tentano l’impresa. Al tramonto il Componidori viene riportato indietro per la svestizione.

La terza domenica di settembre si celebra la festa di Sant’Efisio.

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