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SassariTurismo, Storia, Informazioni: Sassari, SardegnaPer abitanti e per importanza economica è la seconda città della Sardegna. Non si conoscono le origini della nascita della città e si pensa che, in epoca romana il territorio di Sassari erano i dintorni della colonia romana di “Turris Libisonis” (Porto Torres). La denominazione di Sassari si trova, citata per la prima volta, nell’antico registro “Condaghe di San Pietro in Silki” (monastero) in un atto del 1131 in cui viene nominato “Jordi de Sassaro”, nel 1135 si nomina la chiesa “Sancti Nicolai de Tathari” (termine ancora oggi usato). L’emancipazione del Giudicato dura per tutto il duecento godendo delle protezione dei Pisani che, nel 1288, sconfitti dai Genovesi nella battaglia navale della Meloria, devono cedere i territori di Sassari, della Nurra e della Fluminargia. Nel 1294 con la promulgazione degli “Statuti Sassaresi”, nasce il Comune di Sassari che, tra i sec. XIII – XIV assume struttura urbana, anche con la costruzione della cinta muraria con quattro porte e la costruzione (1331) del Castello. Il primo re ad impossessarsi di Sassari fu Giacomo II d’Aragona, mentre, nella seconda metà del trecento, fu contesa dagli Aragonesi, dalla famiglia genovese dei Doria, dal Giudicato d’Arborea. Nel 1410, sconfitti gli Arborensi, la città fu inserita nel sistema politico del Regno di Sardegna facente parte del Regno d’Aragona. Per tutto il cinque/seicento le incursioni barbaresche impedirono il pieno sviluppo della città che costruì torri litoranee. Nel 1562 nasce uno Studio Generale aperto dai Gesuiti che, nel 1617, diventò l’Università di Sassari. Il Castello aragonese costruito nel 1330 nell’area della porta medievale “Capu de Villa” fu demolito nel 1877. Il Teatro “Politeama Giuseppe Verdi” fu inaugurato nel 1884. La chiesa della Madonna del Rosario fu iniziata nel 1633, all’interno cappelle a stucco, Crocifisso in legno del 1686, altare maggiore in legno dorato. Il Palazzotto d’Usini fu costruito nel 1577 dal barone d’Usini Giacomo Manca, con ampio portale bugnato. Il Teatro Civico fu inaugurato nel 1829. Interessanti i palazzi storici: Palazzo Tola, Palazzo di San Saturnino, Palazzo di San Sebastiano. La chiesa di Sant’Andrea con interno a due navate coperte a botte e antico organo. La chiesa di Sant’Antonio, gia intitolata ai Servi di Maria, con facciata barocca, interno a croce latina con una navata e quattro cappelle, retabolo dell’altare maggiore in legno intagliato e dorato. Si notano i resti delle mura medievali, ruderi della cinta muraria esterna costruita dai pisani nel sec. XIII e dai genovesi nel sec. XIV, con i camminamenti interni ed una torre delle 36 originarie del perimetro. La chiesa della SS. Trinità (1640) con facciata ornata in stile spagnolo. La Fontana di Rosella, la più famosa della Sardegna, era nota nel 1295 (chiamata Gerusele o Gurusello) e trasformata, come la si vede oggi, nel 1605 dai genovesi. La chiesa di Santa Caterina, già di Gesù e Maria, fu costruita tra il 1580 e il 1607 per i Gesuiti con cupola ottagonale e interno con copertura della navata centrale e delle cappelle con volte a crociera. Il portale, dell’ex collegio Canopoleno, è in pietra scolpita (murato) il complesso fu iniziato nel 1580 ed inaugurato nel 1614 dal vescovo Antonio Canopolo che introdusse a Sassari la Stampa. Il Palazzo Ducale è la sede del comune di Sassari, fu costruito dal Duca dell’Asinara dal 1775 al 1805, con facciata a tre piani. Il Duomo è intitolato a San Nicola dove la prima pieve è romanica del sec. XII, la parte inferiore del campanile è del duecento con tre ordini di archetti pensili, sopraelevato nel 1756 con una struttura ottagonale. Tra il 1480 e il 1505 fu notevolmente ampliato. Tra il 1650 e il 1723 ci furono i lavori che portarono all’attuale prospetto. Attraverso la cappella aragonese si accede al Museo del Tesoro del Duomo con notevoli opere d’arte. La chiesa del convento delle Cappuccine o della Sacra Famiglia fu costruita nel 1692/1695 con interno ad una navata ed altari lignei intagliati. La chiesa di Sant’Apollinare con facciata del 1646 e campanile ottagonale con cupolino, era dal 1278 parrocchiale turritana del SS. Crocifisso e di S.Apollinare con, all’interno, pregevoli opere d’arte. La chiesa “extra muros” di Santa Maria di Betlem fu fondata, insieme al convento, nel 1106 dal giudice Costantino per i Benedettini, fu dei Francescani dal 1220 al 1227. Il Complesso di San Pietro di Silki fu fondato dai benedettini nel 1112, nel 1467 fu affidato ai Frati Francescani Minori, nel 1469-1470 vi soggiornò Bernardino da Feltre. Nei dintorni della città si trova SAN MICHELE DI PLAIANO con i ruderi dell’antica abbazia dei Camaldolesi e poi dei Vallombrosani, costruita nel 1082 e ampliamenti del 1116. In via Roma si trova la casa natale del pittore Mario Sironi (1885-1961). Museo Archeologico ed Etnografico Nazionale “G.A.Sanna”. Nelle vicinanze del Lido di Platamona si trova la Torre di Abbacurrente. Notevoli testimonianze archeologiche: insediamento romano di “Briai”, necropoli preistoriche di “S’Adde Asile, Mesu ‘e Montes”, Ipogeo di Noeddale (3000 a.C.). Poco distante dalla città sorge la Necropoli di Sos Laccheddos con ipogei a “domus da Janas” scavati nella roccia. Lunedì Santo – Pasqua si svolgono i Riti della Settimana Santa, il giovedì ed il venerdì vengono esposti, in chiesa, i simulacri in legno raffiguranti i Misteri della Passione, quindi portati in processione con grande folla di fedeli con i ceri accesi. La penultima domenica di maggio si svolge la Cavalcata Sarda, rievocazione (secondo una tradizione) della vittoria (intorno all’anno mille) delle forze Sarde e Pisane contro i Saraceni. Un'altra tradizione racconta che nel 1711 i nobili sassaresi organizzarono una sfilata equestre in onore del re Filippo V di Borbone in visita alla città. Il sabato si esibiscono gruppi folcloristici. La domenica cominciano a sfilare cavalli e figuranti in costume della zona di provenienza, con i cavalieri che mostrano le proprie abilità equestri. Nel pomeriggio si svolge la corsa al galoppo per la disputa del Palio. Il 14 agosto si svolge la Processione dei Candelieri celebrazione religiosa che rievoca i ringraziamenti alla Madonna per pestilenza (1580) ed epidemia (1652). I candelieri, alti tre metri e portati da otto uomini, sono nove, come le corporazioni (gremi), partono dalla chiesa del Rosario fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Alla fine grande festa popolare con gastronomia, balli e fuochi artificiali. Nel periodo estivo si svolgono numerose feste ed attività culturali, musicali e folcloristiche. |
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